22 marzo 2019 - 10:12     Stampa    Italiano English Francais

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Periodico
Lo sviluppo delle Figlie di S.Angela in Francia e nei Paesi Bassi spagnoli nel XVII e XVIII sec
Marie Seynaeve o.s.u.

'Lo sviluppo della fondazione di Angela Merici in Francia e nei Paesi Bassi Spagnoli nei secoli XVII e XVIII è una vera epopea nella Chiesa, dato che nello spazio di 150 anni assistiamo alla fondazione di più di 400 focolari di vita orsolina nell’area geografica che oggi è compresa fra la Francia, il Belgio e l’Europa dell’Est.
Due furono le cause principali di questa straordinaria espansione:
• Il vasto movimento post conciliare che impegnava tutta la Chiesa
• L’esempio di fede d’Angela e il suo interesse particolare per il ruolo della donna.
Per rispondere alla profonda ignoranza religiosa delle popolazioni e ai bisogni materiali dei poveri, si costituirono spontaneamente alcuni gruppi di Orsoline, animati da una fede ardente. La Regola d’Angela, specialmente nella forma pubblicata a Ferrara (per quanto riguarda la Francia) e a Milano (per i Paesi Bassi) animava questi gruppi, che si sono impegnati sempre di più nella catechesi e progressivamente nella reale funzione educativa presso le bambine e le giovani.
Dopo un inizio - in entrambe le regioni - sotto la forma secolare, notiamo successivamente un’espansione parallela di Compagnie e Monasteri ed una devozione universale a Sant’Angela, che si trasformarono successivamente in un Ordine monastico. Bolle e Costituzioni garantivano la vita apostolica, specialmente l’educazione femminile, organizzata all’interno dei monasteri. Cominciate spesso nella povertà, queste fondazioni seguirono uno sviluppo molto simile: apertura immediata di classi esterne per le bambine povere, poi apertura di un collegio per le giovani delle classi agiate. Le entrate di questo collegio servivano a sostenere finanziariamente le classi esterne che spesso raggruppano due o tre centinaia di bambine.
In Francia, le Orsoline più attive hanno seguito principalmente le Regole di Parigi, Lione, e Bordeaux, mentre negli altri paesi la Regola di Bordeaux era quella universalmente adottata, con monasteri particolarmente impegnati in altre fondazioni, come quelli di Mons, Vienna, e Bratislava.


Fotografia

 

I. I fatti.
Un’espansione europea, dapprima: Angela muore nel 1540. Cent’anni dopo, la sua opera ha già raggiunto le regioni che costituiscono oggi la Francia, la Germania, il Belgio e la Svizzera. Dopo altri cent’anni troviamo delle Orsoline nei Paesi bassi, nella Repubblica ceca, in Austria, in Grecia, in Slovacchia e in Polonia, senza parlare di una fondazione a Roma che risale alle Orsoline di Liegi in Belgio. Nel XVIII secolo, l’espansione continua in Slovenia, Croazia, Irlanda, Romania e Ungheria. Alla fine del XVIII secolo, sono rari i paesi d’Europa in cui non si siano stabilite le figlie di Angela.
Un’espansione nel tempo: nel 1620 esiste una cinquantina di focolari di vita orsolina; dieci anni dopo ve ne sono 100; alla fine del XVII secolo, più di 350; e nel XVIII, più di 400.
Un’espansione concentrica e un’espansione eccentrica: in quella che costituisce oggi la Francia, le fondazioni si moltiplicano a un ritmo sbalorditivo: 59 fondazioni nel 1630, 115 nuove fondazioni nel 1640, altre 57 nel 1650. Anche se il movimento concentrico rallenta a metà del XVII secolo, alla fine dello stesso secolo si vedono ancora più di 50 fondazioni aggiungersi alle precedenti. Nello stesso tempo non è assente in loro lo spirito missionario, dato che alcune case francesi assicureranno delle fondazioni nel Québec (Canada), nella Martinica, a Naxos in Grecia, a New Orleans e a Pondichery in India.
A partire dalla fondazione di Liegi, in Belgio, il movimento è soprattutto eccentrico e si sviluppa verso l’est e il sud dell’Europa. Nel 1620 esiste solo la casa di Liegi. Cent’anni dopo questa avrà dato vita, con le sue filiali, a una cinquantina di case al di fuori delle sue frontiere e a una quindicina nei Paesi baschi spagnoli.
Agli inizi, un’espansione parallela di compagnie e monasteri: le figlie di Sant’Angela si stabiliscono in Francia, in Germania e in Belgio dapprima sotto la forma secolare. Incominciano col vivere nelle loro case, poi si riuniscono come “congregate” per dei motivi soprattutto d’ordine spirituale e apostolico. Cent’anni dopo la morte di Angela, ci sono già più di 250 gruppi di Orsoline secolari in Francia. Nello stesso mezzo secolo, a partire dal 1612 - data della fondazione del primo monastero delle Orsoline a Parigi - un movimento parallelo conduce alla fondazione di più di 175 monasteri. Occorre aggiungere che la maggior parte delle congregate adotteranno la vita monastica.
Una devozione universale a Sant’Angela. Al momento del Processo di beatificazione di Angela Merici, quasi tutte le comunità orsoline affermano la loro fedeltà a pregarla e ad avere nei suoi confronti un culto reale. Quasi … poiché quelle derivate da Parigi, pur conservando magnificamente lo spirito mericiano, furono più lente a riconoscere la loro filiazione con Sant’Angela.
Ecco dunque i fatti. Quali furono le cause di questa espansione sorprendente, nonostante le difficoltà e gli ostacoli incontrati sul loro percorso?
II. Le cause.
Ostacoli incontrati.

La diffusione dei monasteri delle Orsoline doveva incontrare diversi ostacoli sul piano politico, religioso, economico e sociale.
Sul piano politico: in Francia, le guerre di religione avevano rovinato e insanguinato il paese. L’Editto di Nantes accordava ai protestanti la libertà di culto, ma i fanatismi non si erano spenti e il popolo restava abbandonato, rovinato dalla guerra, in preda alla miseria e all’ignoranza. Nei Paesi bassi spagnoli e sotto gli Asburgo, gli effetti nefasti della guerra dei Cent’anni, che opponeva cattolici e protestanti, avevano impoverito le popolazioni e seminato fra di loro violenze e rivendicazioni.
Sul piano religioso, oltre a questa ostilità che opponeva tra loro i gruppi della Riforma e della Controriforma, le Orsoline incontravano in Francia e nel nord dell’Europa una solida concorrenza proveniente da gruppi femminili che si davano come loro alla catechesi: prima di tutto dai gruppi secolari: Figlie devote, Gesuitesse, Figlie di Maria, di Santa Marta; e anche dai gruppi religiosi: Cappuccine, Benedettine riformate, Sepolcrine, Concezioniste, Annunziate, Compagnia della Madonna e Visitazione.
A livello parrocchiale, quando i conventi aprirono al culto le loro chiese e le loro cappelle, il popolo era attratto dalle loro belle liturgie. Molti parroci vi si opponevano, perché diminuiva l’assistenza alla messa domenicale nelle parrocchie, e anche la quantità delle collette e dei doni.
Nemmeno la situazione socio-economica era favorevole all’espansione delle Orsoline: giacché le comunità religiose erano esenti da tasse per il privilegio della manomorta, i dirigenti delle città e dei paesi vedevano di cattivo occhio lo stabilirsi di questi gruppi che li privavano di un rendimento consistente. Eppure, nonostante tutti questi ostacoli, le Orsoline non cessarono di svilupparsi e di imporsi dovunque si stabilirono.
Cause del rapido sviluppo
In un’epoca in cui i viaggi e i mezzi di comunicazione erano lenti e rischiosi, in che modo lo spirito di Angela Merici ha permesso alle Orsoline secolari e religiose di dare una risposta così rapida e massiva agli appelli della società europea dei secoli XVII e XVIII? Alcune circostanze favorevoli e uno spirito proprio delle Orsoline sembrano spiegare questo fatto storico.
A partire dal Concilio di Trento, un vasto movimento di Controriforma impegna tutta la Chiesa cattolica in un approfondimento e in una diffusione organizzata della fede cristiana. Vescovi e preti di parrocchia, religiosi e laici preparati si fanno promotori di una catechesi sempre più diffusa e adattata. Ora, l’esempio di fede di Angela, la sua fedeltà alla Chiesa e ai suoi rappresentanti stimolano le sue figlie a mettersi totalmente al servizio della nuova evangelizzazione della società del loro tempo.
Un interesse particolare per il posto della donna, già avviato durante il Rinascimento, concentra l’attenzione sul suo ruolo insostituibile in seno alla famiglia e alla società, e sulla speciale influenza che ella ha, in particolare, presso i suoi figli. Angela insiste presso i membri della Compagnia sulla scelta libera e gioiosa del nuovo stato di vita e sull’influenza benefica che devono diffondere nel loro ambiente; in tal modo esorta anche le sue figlie a testimoniare la loro fede e a essere artefici di concordia e di pace. Così ella attribuiva alla donna un ruolo personale, libero ed efficace.
Per rispondere alla profonda ignoranza religiosa delle popolazioni e ai bisogni materiali dei poveri, alcuni gruppi femminili si costituiscono spontaneamente nelle città e nei villaggi, animati da una fede ardente e da una reale abnegazione. Questi gruppi assumono facilmente una forma di vita che le riunisce, li struttura e assicura loro una formazione umana e spirituale. La regola di Angela, specialmente sotto la forma pubblicata a Milano e a Ferrara, rafforza l’identità di questi gruppi, offre loro uno statuto ufficiale nella società e nella Chiesa e, soprattutto, li anima di uno spirito e di una forma evangelica che li sostengono e li stimolano. Impegnandosi sempre di più nella catechesi, poi in una reale funzione educativa presso le bambine e le giovani, le Orsoline troveranno nei Ricordi della Fondatrice dei principi che guidano meravigliosamente i loro sforzi: interesse e affetto per tutte, attenzione personale, dedizione disinteressata per il solo amore di Dio e la salvezza delle anime; sono queste le caratteristiche che sussistono ancora oggi in ogni opera educativa che si riallaccia ad Angela Merici. La Fondatrice, infatti, «si era consacrata soprattutto all’apostolato della parola, per riconfortare, pacificare e consolare. Guida spirituale … formatrice … era una sorta di catechista o evangelizzatrice da persona a persona» .
Ci resta da studiare più da vicino l’evoluzione prestigiosa delle Orsoline, dapprima in Francia, poi - a partire da Liegi - nell’Europa centrale e meridionale.
III. Lo sviluppo delle Orsoline in Francia
La Compagnia di Sant’Orsola nasce nell’attuale Francia in una data non precisata, verso il 1592. Nessuna Orsolina italiana è venuta a fondare in Francia, eppure nello spazio di vent’anni nascono contemporaneamente diverse Compagnie, senza legami fra di loro.
Il punto di partenza
Tutto è cominciato nel contado Venassino, un’enclave degli Stati pontifici in terra francese. Ad Avignone, capitale del contado Venassino, alcune giovani animate da Françoise de Bermond, si sono associate per servire Dio e il prossimo sotto la direzione di padre Romillon. Esse si consacrano all’insegnamento della dottrina cristiana. Una di loro si rivolge al Vescovo del luogo, mons. Grimaldi, per chiedergli una regola religiosa che possa garantire una vita più stabile. Il Vescovo di Avignone risponde che le religiose del regno (francese) non sono abbastanza raccolte e che ci sono in Italia delle sante donne che, pur facendo solo dei voti semplici e senza avere la clausura, li osservano con molta maggior santità ed esattezza e, senza perdere la solitudine e il ritiro interiore, sono infinitamente più utili alla salvezza del loro sesso. Si tratta verosimilmente delle Orsoline. In seguito mons. Sacrato, originario di Ferrara, torna dall’Italia con la regola delle Orsoline pubblicata nella sua città nel 1587. Egli affida questa regola a Sibylle, una pia signorina di Mazan, che la trasmette a padre Romillon. Questi la trasmette a Françoise e alle sue compagne, dopo averla fatta tradurre in francese. All’inizio, padre Romillon aveva chiamato Françoise e Catherine de Bermond all’Isle-sur-Sorgues; a loro si uniscono poi altre giovani. Nel 1597 esse sono abbastanza numerose per giustificare l’edizione francese della regola, quella di Tournon. Questa edizione segue la regola di Ferrara e contiene degli elementi della regola milanese, tra cui il Breve di Gregorio XIII, che approvava la Compagnia di Milano nel 1582, e il passo della lettera di Landini che presenta una breve biografia di Angela. È dunque a partire da questa regola di Tournon che le Orsoline si svilupperanno in Francia e conserveranno in cuore una grande devozione per Sant’Angela.
Le prime fondazioni
Tutto ha avuto inizio verso il 1592. Cinque anni dopo, un’Orsolina dell’Isle-sur-Sorgues, Marguerite Vigier, si reca a Chabeuil per una fondazione. Ella ha un tale successo nella catechesi che converte al cattolicesimo quasi tutto il villaggio.
Nel 1600 Françoise de Bermond va ad Aix con sua sorella per una nuova fondazione.
Due anni dopo, nel 1602, su richiesta di padre Coton, celebre predicatore gesuita, Françoise parte per Marsiglia. Nel 1608, ancora su richiesta di padre Coton, viene fondata una Compagnia a Valenza.
Su invito delle autorità politiche, nel 1602 verrà formata ad Arles una Compagnia, costituita dai membri di una sola famiglia, la famiglia Rampaille: la madre, le due figlie e due cugine, divenute Orsoline, si recano ad Arles, mentre il padre si fa gesuita e il fratello, sacerdote.
Formazione delle grandi “congregazioni” Orsoline
Nel 1604 il cardinal de Joyeuse, arcivescovo di Tolosa, richiede delle Orsoline e viene inviata là, di nuovo, Marguerite Vigier.
Nel 1607 Françoise de Bermond è chiamata a Parigi per iniziare alla vita orsolina un gruppo di giovani riunite da madame Acarie. Costei avrebbe voluto dapprima farne delle carmelitane, ma vedeva - con giustezza - che esse erano attratte non solo da una vita spirituale solida, ma anche dall’apostolato, in particolare quello dell’educazione.
Tre anni dopo, nel 1610, Françoise vuole ritornare ad Avignone e si ferma a Lione con le sue due compagne. Al momento di prendere la nave, esse vengono fermate da Jean Ranquet, che le supplica di fare una fondazione di Orsoline a Lione. La nave parte senza di loro e Françoise, con le sue due compagne, accetta l’ospitalità di Jean Ranquet e comincia a istruire le sue tre figlie. Le due più giovani diventeranno Orsoline.
Si deve al cardinale de Sourdis, arcivescovo di Bordeaux, se le Orsoline hanno messo radici nella sua città. Al ritorno dal Conclave che elesse il papa Clemente VIII, egli si ferma a Milano e prega a lungo - per sette ore! - presso la tomba di San Carlo Borromeo, quindi torna a Bordeaux, con la ferma determinazione di installarvi le Orsoline. Egli trova in Françoise de Cazères, nella sua cugina Marie e in un’amica, le tre prime figlie di Sant’Angela, che si preparano alla loro missione con un lungo ritiro di sei mesi!
A Digione, Françoise de Xaintonge, attratta dall’esempio di sua sorella Anne, fonda a sua volta una Compagnia e istruisce le bambine povere. Cacciata dalla casa paterna, Françoise inizia ufficialmente la vita orsolina nel 1605.
La congregazione di Lione sarà responsabile della fondazione di 97 monasteri; quella di Bordeaux, di 89; quella di Parigi, di 53; quella di Digione, di 39; e quella di Tolosa, di 23.
Trasformazione in Ordine monastico
Iniziate come Compagnie di Sant’Orsola, in cui la maggior parte delle appartenenti viveva nelle proprie famiglie, tutte queste fondazioni adottarono successivamente la vita comunitaria, poi finiranno per diventare dei monasteri di Sant’Orsola, con l’osservanza di una clausura stretta ma, nello stesso tempo, con l’impegno dell’insegnamento femminile a tutti i livelli.
Com’è avvenuto tutto questo?
Per queste figlie di Sant’Angela, il passaggio dalla vita in famiglia al quella comunitaria si produsse in maniera del tutto naturale. Del resto, la Fondatrice non ha mai stabilito come regola la vita “nel mondo” e aveva chiesto lei stessa che le vergini senza famiglia, isolate, ammalate o anziane non restassero sole (cf Regola, XI, 25-30). Ora, prima del 1650 quasi tutte le Orsoline in Francia hanno abbracciato la vita monastica con clausura papale e voti solenni. In seguito ai decreti del Concilio di Trento e alla pressione dei Vescovi, spesso in risposta al desiderio delle stesse Orsoline, questi conventi seguirono l’esempio del primo monastero, quello di Parigi eretto nel 1612. Bolle e costituzioni garantivano la vita apostolica, specialmente l’educazione femminile, organizzata all’interno del monastero. In parlatorio, le suore impartivano in più una catechesi alle signore della città, alle serve, e talvolta persino ai soldati.
Tutt’altra è l’evoluzione delle Orsoline di Liegi e delle loro filiali. Fondate come “Compagnia”, esse si staccheranno otto anni dopo per costituire un monastero affiliato a Bordeaux.
IV. Orsoline generate da Liegi
É cominciato tutto con mons. Antonio Albergati, originario di Bologna, Vicario generale a Milano dal 1602 al 1607, poi Nunzio apostolico a Colonia e a Liegi dal 1610 al 1620. In molte relazioni di visite alla diocesi di Liegi, mons. Albergati sottolinea la mancanza di scuole e di istruzione cristiana della popolazione. Ricordandosi del bene compiuto dalle Orsoline di Milano, nel 1614 egli vuole stabilire una Compagnia di Sant’Orsola a Liegi, per porre rimedio alla carenza d’insegnamento religioso e stabilire una scuola eccellente per l’educazione virtuosa dell’infanzia. Aiutato da mons. Strecheus, Vescovo suffragante di Liegi, egli dà la regola di Milano a un gruppo di pie giovani. Tre anni dopo, il 27 dicembre 1617, nove di loro fanno voto di castità perpetua nelle mani di mons. Strecheus. Quattro di queste giovani - fra cui Marie de Malempré - desiderano vivere in un monastero e nel 1619 adottano delle regole scritte da mons. Strecheus, mentre Marie de Malempré continua a dirigere la Compagnia. Nel 1621 arriva a Liegi padre Gérard Carrière, ex rettore dei gesuiti di Bordeaux e consigliere di madre Françoise de Cazères, fondatrice di Bordeaux. Egli convince mons. Strecheus a chiedere, per le Orsoline che lo desiderano, l’affiliazione al monastero di Bordeaux, riconosciuto dal 1618 con una bolla di papa Paolo V. Diverse Orsoline di Liegi adottano la regola e le costituzioni di Bordeaux; l’atto di affiliazione ufficiale viene firmato nel 1622.
A Liegi, le relazioni fra secolari e monache continuano fraternamente. La Compagnia è fiorente: nel 1670 si contano 80 membri. Come nella Compagnia di Milano, alcune vivono in comunità, ma per la maggior parte esse vivono nelle loro famiglie. Si riuniscono venti volte all’anno nel monastero delle Orsoline per delle letture e degli incontri in cui si fanno mutualmente delle conferenze spirituali, e vengono quattro volte all’anno nella chiesa delle Orsoline per la Comunione generale.
Però, mentre la Compagnia sparirà progressivamente da Liegi, il piccolo gruppo di Orsoline monache sarà all’origine di un’espansione meravigliosa nella regione e nel resto dell’Europa. La solidità della loro formazione religiosa, la qualità del loro insegnamento, l’incoraggiamento reciproco a uno spirito apostolico e missionario a tutta prova possono spiegare il gran numero di fondazioni fatte da Liegi e dalle sue filiali.
Fin dal 1621 Liegi invia un gruppo di Orsoline a Givet, a seguito di una richiesta di Jean Pontier, prete e dottore in teologia. Costui aveva scritto al Vescovo di Liegi che nel borgo di Givet … i costumi delle giovani erano molto corrotti dalla malizia di certi stranieri che si erano infiltrati come maestri di scuola e che, sotto l’apparenza di istruzione, davano dei principi perniciosi a queste giovani piante. In risposta a questo appello, mons. Strecheus manda dunque un gruppo di Orsoline, poiché il vero scopo del loro istituto è di istruire la gioventù, attività per la quale esse sono più adatte delle altre, come potrete vederlo per esperienza.
L’esperienza fu determinante, poiché ne risultò una cinquantina di fondazioni nei Paesi bassi austriaci e oltre. Citiamo tre comunità particolarmente feconde: quelle di Mons, in Belgio, di Vienna, in Austria e di Bratislava, in Slovacchia.
Il monastero di Mons, fondato ufficialmente nel 1648 dopo un primo tentativo nel 1633, avrà al suo attivo dodici fondazioni effettuate direttamente o tramite le sue filiali, non solo in Belgio ma anche in Francia, Germania, Austria e Italia, tra cui la fondazione di Roma nel 1684. Quella di Vienna, che risale al 1660, si espanderà soprattutto in Austria, ma anche in Italia e in Slovenia. Il monastero di Bratislava - fondato nel 1676 da Liegi, Colonia e Vienna insieme - estenderà la vita orsolina non solo in Slovacchia, ma anche nelle attuali Polonia, Romania, Croazia, e Ungheria.
Cominciate spesso nella povertà, queste fondazioni seguono uno sviluppo molto simile: apertura immediata di classi esterne per le bambine povere, seguita dall’arrivo di numerose postulanti per favorire l’opera, poi apertura di un collegio per le giovani delle classi agiate. Questo collegio, del resto, sostiene finanziariamente le classi esterne che spesso raggruppano due o tre centinaia di bambine. La qualità dell’educazione delle Orsoline farà la loro reputazione, dato che esse puntavano non solo alla formazione cristiana delle alunne, ma a tutto ciò che poteva contribuire al loro sviluppo umano. Le arti femminili erano accompagnate dalla musica vocale e strumentale, e non veniva trascurato lo studio delle lingue. Le famiglie nobili e principesche vi trovavano l’educazione desiderata per le loro figlie, mentre quelle del popolo ricevevano una formazione di base che comprendeva anche lezioni di cucito, ricamo, pizzo, e dunque una sorgente di guadagno. Le Orsoline sono state spesso delle pioniere, aprendo le prime scuole ufficiali per ragazze, delle scuole secondarie e anche delle scuole magistrali per future insegnanti.
Chi aveva l’iniziativa di queste fondazioni?
Intervengono dapprima, nel 40% circa dei casi, i membri del clero: vescovi, preti di parrocchia e religiosi, soprattutto i gesuiti. Ricordiamo il ruolo di mons. Albergati, poi di mons. Strecheus, nella fondazione di Liegi. Saranno ancora i Vescovi a favorire le fondazioni di Namur, di Malines e anche quella di Roma, la cui prima iniziativa risale al Nunzio apostolico a Bruxelles, mons Ottavio Falconieri (dopo la sua morte, gli darà il cambio la Duchessa di Modena).
In seguito, sono le stesse Orsoline che intervengono per il 20% circa delle fondazioni. Avviene così a Stavelot, Namur, Huy, Sittard, Colonia, Linz. Sono delle donne intrepide, che hanno talvolta al loro attivo delle fondazioni in diverse città. Così madre Catherine Pontier riesce a stabilire sette comunità nei Paesi bassi; madre Alexis van Jonghen di Liegi fonda quattro comunità in Germania e in Austria; madre Rosalie de Thuars si reca a Praga, a Vienna e a Klagenfurt per contribuire alla fondazione di questi conventi. Citiamo anche madre Cécile Cousin, che non ha mai lasciato il suo monastero di Mons, ma che dirige da lontano le fondazioni di Valenciennes, Landshut, Bruxelles e Gand. Nel 1669, ella è persino pronta per mandare alcune delle sue figlie in Québec presso Marie de l’Incarnation, ma all’ultimo momento il Vescovo del luogo ritira la sua autorizzazione. Madre Cécile ottiene anche da papa Clemente IX un breve pontificio di convalida, per la congregazione di Bordeaux, di tutte le sue filiali e sotto-filiali disseminate in tutta l’Europa.
La nobiltà di questi paesi interviene spesso (nel 17% dei casi) per chiedere la presenza delle Orsoline. Cosciente dell’importanza dell’educazione delle ragazze di rango aristocratico come di quelle del popolo, essa usa tutta la sua influenza per garantire le fondazioni e spesso le sostiene con dei doni. Gli Asburgo sono stati particolarmente attivi per l’introduzione delle Orsoline nei propri territori delle comunità di Orsoline.
In quarto luogo, e nel 12% circa dei casi, vediamo i dirigenti e i grandi borghesi delle città prendere l’iniziativa di far aprire una casa di educazione da parte delle Orsoline. È il caso del borgomastro Auxbrebis di Dinant che, contento dell’educazione data a sua figlia dalle Orsoline di Givet, fa approvare dal Consiglio comunale l’erezione di un monastero nella sua città. A Mons, sono i coniugi Malapert, ricchi e senza figli, che - su consiglio di una loro cameriera, Jeanne Joyeuse, originaria di Givet - fanno venire delle Orsoline di questa città nel capoluogo dell’Hainaut. A Valenciennes, le signorine d’Oultreman, sostenute dal fratello gesuita, intervengono presso l’Arcivescovo per una fondazione, poiché «tutti sono preoccupati dalla situazione dell’insegnamento femminile a Valenciennes, da quando il magistrato ha impedito agli uomini di istruire le ragazze, ciò che obbliga la gente a mandare le loro figlie in altre città»; e questo, in seguito a scandali perpetrati da alcuni maestri di scuola a Valenciennes, come del resto in altre città. A Gand, è un ricco mercante, padre di un’Orsolina di Mons, che fa pressione per ottenere delle Orsoline nella sua città, poiché «esse si dedicano ogni giorno alla salvezza del prossimo, con l’istruzione che danno alle ragazze, a cui insegnano i principi della fede, della pietà, del comportamento educato e del buon costume, così come a leggere e scrivere, sia in fiammingo che in francese, e lavorare in molti generi di opere adatte alla loro condizione: alle povere, per guadagnarsi la vita e alle benestanti, per fuggire l’ozio; anche la domenica e nei giorni festivi esse istruiscono le serve, le ragazze di bottega e in genere tutte le persone del loro sesso. Il tutto viene fatto gratuitamente».
Infine, nel 10% circa dei casi, vediamo la piccola borghesia e il popolo reclamare la presenza delle Orsoline per l’educazione delle loro figlie. A Malines è una pia beghina, la signorina Wittens, che interviene in loro favore; a Gorizia, Maria Bonzi e sua sorella; a Lubiana, un laico fervente, Jakob Von Schellenburg. O, talvolta, il popolo stesso fa pressione presso i magistrati per rivendicare questa fondazione, come a Bruxelles, Dinant e Valenciennes.
Conclusione
Questa lunga storia è quella di un’evoluzione parallela, di convergenze multiple dovute a una somiglianza di spirito, quello di Sant’Angela, e d’impegno apostolico, quello dell’educazione. Notiamo però alcune differenze tra le Orsoline di Francia e quelle nate dalla fondazione di Liegi. Differenza circa l’epoca d’espansione, prima di tutto: quelle di Francia si sviluppano soprattutto nella prima metà del XVII secolo; quelle nate da Liegi, durante la seconda metà. Differenza di “congregazione”: in Francia, diverse “congregazioni” si espandono e si sviluppano contemporaneamente; a partire da Liegi invece, le Orsoline adottano solo la regola e le costituzioni di Bordeaux.
Le due regioni, pur mantenendo le opere già stabilite, conosceranno una diminuzione di vitalità nel XVIII secolo; e tutt’e due, una ripresa di fondazioni a partire dal XIX secolo. Stimolate dallo spirito missionario, molte comunità francesi mandano delle Orsoline a costituire fondazioni in America del nord e del sud, in Africa e in Australia. In Belgio, la congregazione di Tildonk, fondata nel 1818 da Jean Lambertz, conobbe una notevole estensione. Alla morte del fondatore nel 1869, la congregazione contava già 43 case, non solo in Belgio, ma anche nei Paesi bassi, in Inghilterra, in Germania e in Indonesia. Esse si diffusero in seguito negli Stati Uniti, in Canada, in Africa del sud e in India.
I tempi forti d’espansione delle Orsoline si situano dunque ogni due secoli, al XVII e al XIX. Anche il XXI sarà un tempo di vitalità e d’espansione? L’avvenire ce lo dirà.

Allegato
ESTENSIONE DELLE ORSOLINE DI LIEGI NEL XVII E XVIII SECOLO
1614: Liegi
1621: Givet
1636: Namur
1681: Malines
1648: Mons
1654: Valenciennes (con l’aiuto di Namur)
1663: Landshut (con l’aiuto di Dinant e di Messkirch)
1691: Straubing
1691: Innsbruck (con l’aiuto di Vienna)
1721: Trento
1717: Landsberg
1662: Brusselle
1664: Gand
1684: Roma (con l’aiuto di Bruxelles)
1718: Calvi (con l’aiuto di Bruxelles e Mons)
1726: Stroncone
1786: Benevento
1627: Dinant (con l’aiuto di Givet)
1651: Aquisgrana
1708: Stavelot
1659: Messkirch
1638: Huy
1668: Lovanio
1639: Colonia
1669: Dorsten
1644: Sittard = 1646: Ruremonde
1673: Lierre (con l’aiuto di Gand)
1682: Anversa
1655: Praga
1660: Vienna (con l’aiuto di Colonia e di Praga)
1670: Klagenfurt
1686: Graz (con l’aiuto di Vienna)
1782: Skofja Loka
1695: Salisburgo
1672: Gorizia
1702: Lubiana
1679: Linz
1691: Innsbruck (con l’aiuto di Landshut)
1721: Trento
1741: Brunico
1677: Düsseldorf (con l’aiuto d’Aquisgrana e di Colonia)
1676: Bratislava (con l’aiuto di Colonia e Vienna)
1683: Kłodsko-Wroclaw
1698: Košice
1772: Oradea Mare
1700: Swidnica
1703: Varaždin (con l’aiuto di Colonia)
1724: Trnava
1726: Györ (con l’aiuto di Vienna)
1747: Sopron
1733: Sibiu
1681: Düren
1710: Monschau

24 marzo 2014


allegato
testo completo, con note


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