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Figure di santita
Serve di Dio, Madre IGNAZIA ISACCHI fondatrice e madre MARGHERITA LUSSANA cofondatrice
Orsoline Sacro Cuore di Gesu - Asola

Madre Ignazia Isacchi e Madre Margherita Lussana: due diverse esperienze di vita che, a seguito di una identica risposta alla comune vocazione alla vita consacrata, la divina provvidenza ha fatto incontrare, guidandole poi in un cammino di reciproco sostegno, via via trasformatosi in comunione d’affetti, di pensieri, d’intenti e di opere che hanno trovato nel Cuore di Gesù l’origine prima e la perfezione ultima di quella vocazione medesima.


Fotografia Madre Ignazia Isacchi
 
Fotografia Madre Margherita Lussana

 

Due vite, quindi, che non possono essere adeguatamente comprese senza tenere in debito conto la perfetta complementarietà dell’una con l’altra, secondo un progetto unitario della grazia divina, concretatosi nella fondazione di una nuova famiglia religiosa.
Concluse le loro non brevi ed operosissime giornate terrene, riposano contemporaneamente nella Cappella della Casa Madre delle loro figlie spirituali, e di entrambe sono state introdotte, nel 1988, le cause di beatificazione e canonizzazione, che, compiutesi, nel 1996, le prescritte inchieste diocesane “super vita, virtutibus et fama sanctitatis” - e per Madre Ignazia anche “super miro” - si trovano attualmente allo studio della Congregazione delle Cause dei Santi.

Madre IGNAZIA ISACCHI (1857-1934)
Nasce a Stezzano (BG) l’8 maggio 1857, decima degli undici figli di Giovanni, fattore dei conti Moroni, ed Oliva Sigoli e viene battezzata con i nomi di Angela Caterina, ai quali, familiarmente, s’aggiungerà poi quello di Ancilla. Fin da piccola respira, nella casa paterna, piena e convinta religiosità unita ad umile laboriosità.
Nel 1864 la famiglia si trasferisce a Treviolo e quindi a Calusco d’Adda, al seguito del fratello don Luigi, viceparroco del luogo, che dal 1883 al 1898 sarà direttore spirituale del seminario di Bergamo e quindi anche di Giovanni XXIII, che poi lo ricorderà con affetto ne “Il giornale dell’anima”. Nel 1874 Ancilla è a Vercurago, sempre al seguito di don Luigi, nominatovi parroco. Qui frequenta il locale Collegio delle Suore di Somasca, delle quali lo stesso don Luigi è confessore e superiore.
In Somasca vi è il santuario di San Girolamo Emiliani, padre dei poveri e degli orfani e vi sono le memorie di Caterina e Giuditta Cittadini, fondatrici delle predette suore, ed Ancilla vive gli anni più belli della sua giovinezza. Recepisce i molteplici influssi che provengono da quei luoghi benedetti e, maturata la propria vocazione religiosa, il 21 novembre 1879, fa il suo ingresso nell’Istituto delle Suore Orsoline di Somasca. Nei due anni seguenti veste l’abito religioso, assumendo il nome di Suor Maria Ignazia (4.XII.1880) ed emette i voti (15.XII.1881) completando al contempo gli studi con il conseguimento del diploma di maestra elementare.
Tra il 1883 ed il 1885 è insegnate nel Collegio Cittadini di Ponte San Pietro (BG) e quindi direttrice dello stesso. Vive intensamente gli insegnamenti trasmessi dalla Cittadini nella maternità educativa delle fanciulle e nella “vivissima devozione al Sacramento dell’Eucaristia ed alla meditazione della passione del Signore”.
Rivela non comuni capacità di relazione con le giovani, ed ogni fine anno scolastico conduce la sua comunità e le allieve al Santuario mariano di Stezzano per offrire preghiere di riconoscenza a Maria, di cui è devotissima.
Il 14 ottobre 1889 Suor M. Ignazia è nominata dal Vescovo di Bergamo Mons. Guindani Vicaria Generale dell’Istituto e Maestra delle novizie, tra le quali vi è anche Suor Maria Margherita Lussana.
Nel 1892 una nobildonna di Gazzuolo (MN), per il tramite del Vescovo di Cremona Mons. Bonomelli, chiede al predetto Vescovo di Bergamo alcune suore per poter aprire colà una scuola privata di studio e di lavoro. Quest’ultimo si rivolge all’Istituto di Somasca. La Superiora Generale acconsente ma pone una condizione: che le suore in questione si stacchino dall’Istituto, cambiando Regola e nome. Il Vescovo accetta e, il 5 settembre 1893, invia a Gazzuolo, dove vengono accolte calorosamente dalla popolazione, un gruppo di sette suore guidate da Suor M. Ignazia. Tra quelle, che si sono offerte spontaneamente di aderire al desiderio della nobildonna, vi è anche Suor M. Margherita Lussana. La “santa avventura” ha avuto inizio.
Su richiesta di Suor M. Ignazia vengono autorizzate dallo stesso Mons. Guindani a mantenere l’abito religioso ed a professare la Regola delle Orsoline, ciascuna nel grado attuale di vita religiosa.
Tre mesi più tardi il Vescovo di Cremona Mons. Bonomelli firma il decreto di approvazione della nuova Congregazione, che prende il nome di “Istituto delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù” ed il 5 settembre 1894 approva la nuova Regola dell’Istituto stesso. Viene intanto aperta la scuola di studio “S. Clara”, a pagamento per le giovani provenienti da famiglie agiate, gratuita per le indigenti.
Poco più di in mese più tardi si svolge il primo Capitolo Generale della Congregazione e Suor M. Ignazia viene eletta Superiora Generale e Maestra delle novizie. La Vicaria è Suor M. Margherita Lussana. Gazzuolo diventa sede della Casa Madre e del noviziato. Tutto procede con regolarità. Avviato così un comune cammino nella realizzazione del progetto divino, vengono suddivisi gli impegni. Mentre Madre Ignazia ha il grave e delicato compito di formare le suore secondo il carisma ricevuto da Dio per la Chiesa, Madre Margherita assume la responsabilità delle attività educative della Congregazione che, accanto alla scuola, dà subito spazio ad un orfanotrofio ed un educandato.
Intanto la comunità religiosa comincia a crescere con le prime vocazioni; vestizioni e professioni si susseguono negli anni con l’approvazione del Vescovo Bonomelli.
La casa offerta dalla nobildonna diviene troppo stretta e, nel 1903, Madre Ignazia e Madre Margherita trovano, sempre a Gazzuolo, una nuova sede che sarà Casa Madre fino al 1917. In precedenza (1900) era stato anche aperto un asilo infantile a Seriate (BG) con scuola festiva e serale per le operaie. L’Istituto prende ad espandersi con un incremento di nuove comunità religiose per l’istruzione nelle scuole e l’assistenza agli ammalati negli ospedali o a domicilio.
Ma sopravvengono una serie di difficoltà e gli anni 1915-1916, già luttuosi per gli eventi bellici, si fanno dolorosi anche per l’Istituto. I nuovi Vescovi di Cremona e di Bergamo, Mons. Cazzani e Mons. Marelli, sobillati da più o meno interessate dicerie e, non conoscendo bene le vicende che avevano portato a Gazzuolo Madre Ignazia e le altre suore, mettono in discussione la validità del noviziato, della Casa Madre e lo stesso decreto di fondazione del 1893.
Le Madri non esitano a rivolgersi al Santo Padre Benedetto XV. Verranno prontamente rassicurate: “Alla loro Congregazione non verrà tolta la sua autonomia”, e la Santa Sede inviterà, il 24 agosto 1916, i Vescovi di Bergamo, Cremona e Mantova (diocesi ove, nel frattempo, erano sorte altre case) a concordare un definitivo ordinamento per l’Istituto. La nuova Casa Madre della Congregazione, dal 1° febbraio 1917, sarà in Asola, nella diocesi di Mantova, ove il Vescovo Mons. Origo aveva già accolto le suore come “mandate dalla Provvidenza”.
Le nuove Costituzioni vengono approvate il 17 gennaio 1922. Nella “Cronaca” redatta da Madre Ignazia (pag. 57) possiamo leggere: “La piccola navicella, urtata da bufere e da marosi, passava da una burrasca all’altra, e non periva, perché l’onnipotente Pilota, il S. Cuore di Gesù non la perdeva mai di vista. Dio tribola perché ama”.
Intanto nel 1918, Madre Ignazia era stata riconfermata Superiora Generale per un nuovo sessennio. E’ un altro periodo di intenso lavoro, di soddisfazioni spirituali ma anche di problemi materiali, tutti però risolti in un fiducioso abbandono alla divina Provvidenza e con il sostegno di Madre Margherita, sempre al suo fianco.
La forte fibra della Fondatrice inizia tuttavia a logorarsi e così, per motivi di salute, nel Capitolo Generale del 2 ottobre1924, Madre Ignazia viene sostituita dalla stessa Madre Margherita alla guida della Congregazione ed al contempo dichiarata dal Vescovo ausiliare di Mantova Mons. Peruzzo Generale a vita “ad honorem” per le sue speciali benemerenze verso l’Istituto. Continuerà ad essere la guida carismatica delle sue suore, chiederà preghiere per la sua “povera anima” e nei suoi scritti manifesterà il gran bene che vuole loro. Nella sua profonda e sentita umiltà si firmerà “la povera di ogni bene”, “il povero ferma porte”.
Farà ritorno alla casa del Padre il 19 agosto 1934 lasciando in tutti l’indelebile ricordo di una vita virtuosissima e divenendo anche un sicuro punto di riferimento per la consolidata fama della sua bontà e carità.
“La memoria di lei sarà in eterna benedizione” scriverà il cronista su “L’Eco di Bergamo” narrando della sua “morte santa” e della sua “elettissima eredità” ed una immensa folla accorrerà alle sue esequie, al termine delle quali il coadiutore don Luigi Salvi, rivolgendosi ai fedeli nel Cimitero dopo l’ultima benedizione alla bara dirà: “Chi vuole ottenere grazie venga a pregare su questa tomba”.

Bibliografia
Manca a tutt’oggi una biografia di M. Ignazia Isacchi redatta con criteri scientifici. Esiste invece un’ampia pubblicistica costituita da particolari contributi, taluni dei quali ampi e pregevolissimi, che qui sarebbe eccessivo elencare.
Tuttavia per un’articolata e sufficiente narrazione della vita e dell’opera della Serva di Dio si veda MONTONATI ANGELO, E Dio la prese per mano… Madre Ignazia Isacchi fondatrice delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù in Asola, Alba - Edizioni San Paolo - Collana “Fondatori e riformatori” pp. 191.


Madre MARGHERITA LUSSANA (1852-1935)
Nasce a Seriate (BG) il 14 novembre 1852, terza dei sei figli avuti dal secondo matrimonio di Andrea, vedovo e già padre di undici figli, con Eurosia Quassi. La famiglia possiede dei terreni ed Andrea è anche amministratore pubblico nella giunta comunale.
Viene battezzata con il nome di Teresa Caterina, ma familiarmente verrà chiamata Anna. Cresce dolce e giudiziosa, rivelando non comuni doti di intelligenza che le frutteranno l’ammissione alla eccellente e benemerita “Scuola Magistrale Femminile” attivata a Bergamo, nel 1861, dall’amministrazione provinciale per “sollevare l’istruzione femminile dal basso livello cui si trova”.
Ottenuta, con oltre il nove di media, l’abilitazione all’insegnamento nelle classi elementari “di grado superiore” (1870), a cui farà seguito, dieci anni più tardi, quella all’insegnamento della ginnastica, Anna inizia subito ad insegnare nelle scuole comunali di Seriate.
Il carisma educativo è impresso dentro di lei ed anche per la soavità del suo carattere le più illustri famiglie della cittadina, la vogliono come istitutrice privata dei loro figli.
Alla morte del padre (1878) rimane sola con la madre anziana. “Fin dai tredici anni - scriverà in una lettera inviata al Vescovo di Bergamo, Mons. Marelli, nel 1915 - mi sentivo trasportata alla vita religiosa, ma fui consigliata dal mio Direttore di non abbandonare la mamma vecchia e malaticcia”.
Eurosia, amorevolmente assistita dalla figlia per tutti quegli anni, muore nel marzo 1888 ed Anna, coerente con le sue ispirazioni profonde, bussa alla porta delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, fondata a Bergamo dalla Beata Teresa Eustochio Verzeri. Viene subito accettata e, su consiglio del confessore si prepara alla sua entrata con un corso di esercizi spirituali a Ponte San Pietro, dalle Orsoline di Somasca. “A Ponte San Pietro –proseguirà nella già citata lettera – fui circondata, pregata posso dire… perché ero maestra e ne avevano gran bisogno. Mi lasciai convincere…”.
Il 21 ottobre 1889, a 37 anni, fa il suo ingresso nell’Istituto di Somasca. Ha una lunga esperienza di insegnamento. “Entrai in convento che non ero più una giovanetta…A Somasca fui subito impegnata come maestra e direttrice dell’Educandato. Ero al mio posto perché la cultura della gioventù fu sempre il mio ideale”.
Veste l’abito religioso il 21 ottobre 1891 e prende il nome di Suor Maria Margherita in onore a S. Margherita Alacoque, come lei innamorata del Sacro Cuore.
Nel frattempo, il Vescovo di Bergamo, Mons. Guindani, aveva fatto trasferire il noviziato da Somasca a Ponte San Pietro, ove risiede la Vicaria e Maestra delle novizie Suor M. Ignazia Isacchi e Suor M. Margherita viene inviata lì come insegnante.
Avviene così il provvidenziale incontro di due anime elette, destinate a produrre tanti frutti di bene.
Di fatto accade che, nel 1892, a seguito della richiesta, da parte di una nobildonna di Gazzuolo (MN) di alcune suore per poter aprire colà una scuola privata di studio e di lavoro, il predetto Mons. Guindani, si rivolge all’Istituto di Somasca. La Superiora Generale acconsente ma pone una condizione: che le suore in questione si stacchino dall’Istituto, cambiando Regola e nome. Il Vescovo accetta e, il 5 settembre 1893, invia a Gazzuolo, dove vengono accolte calorosamente dalla popolazione, un gruppo di sette suore guidate da Suor M. Ignazia, autorizzate dallo stesso Mons. Guindani a mantenere l’abito religioso ed a professare la Regola delle Orsoline, ciascuna nel grado attuale di vita religiosa. Tra quelle vi è anche Suor M. Margherita, peraltro esortata a mettersi nel numero dal medesimo Vescovo e dalla stessa Superiora di Somasca per la sua qualifica di maestra con titolo di grado superiore, onde poter “togliere l’inconveniente di una Scuola superiore mista, affidata ad un maestro ateo”.
La “santa avventura” ha così inizio.
Tre mesi dopo il Vescovo di Cremona, Mons. Bonomelli, firma il decreto di approvazione della nuova Congregazione - che prende il nome, suggerito dalla stessa Suor M. Margherita, di “Istituto delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù” - ed il 5 settembre 1894 ne approva la nuova Regola. Intanto viene aperta una scuola di studio intitolata a Santa Clara.
Poco più di un mese più tardi si svolge il primo Capitolo Generale della Congregazione e Suor M. Margherita è eletta Vicaria di Madre Ignazia, Superiora Generale e Maestra delle novizie. Gazzuolo diventa sede della Casa Madre e del noviziato. Tutto procede con regolarità.
Avviato così un comune cammino nella realizzazione del progetto divino, vengono suddivisi gli impegni. Madre Margherita assume la responsabilità delle attività educative della Congregazione che, accanto alla scuola, dà subito spazio ad un orfanotrofio ed un educandato, mentre Madre Ignazia ha il grave e delicato compito di formare le suore secondo il carisma ricevuto da Dio per la Chiesa.
Il compito affidatole la tiene in costante aggiornamento. Nel 1897 consegue anche, a Verona, il diploma di “maestra per giardini d’infanzia” e nel 1900 assume la direzione dell’Asilo Bolognini di Seriate, qualificata a tale importante incarico in quanto “ha tutti gli attestati più distinti ed è assai desiderata dal paese”.
Seriate è la tappa fondamentale per la sua vita di religiosa e di educatrice ed abbraccia tutti i restanti anni della sua esistenza. Intelligente e leale, riesce a collaborare appieno con le locali autorità nel comune intento di bene, talvolta in situazioni difficili, sempre superate e composte, con l’aiuto della divina provvidenza, dalla sua personalità ferma, preparata e risoluta nel pensare e nell’agire.
E continua a tenersi aggiornata sulle nuove metodologie didattiche. Nella scuola serale insegna come prevenire la pellagra; dà lezioni di economia e di educazione domestica alle operaie. Inizia, sempre a Seriate, l’esperimento del dopo-scuola per i ragazzi delle elementari. Negli anni della prima guerra mondiale assiste i figli dei “richiamati” e poi quelli dei profughi friulani. E’ attenta a tutto con instancabile operosità occupandosi, inoltre, dell’oratorio femminile, luogo di formazione umana e cristiana della gioventù. Come Vicaria dell’Istituto, poi, è spesso presente tra le suore che, nel frattempo, così come le case, sono cresciute di numero non solo nel bergamasco ma anche nel mantovano.
Quando, nel 1915-1916, la Congregazione corre il rischio di venire soppressa, la figura di Madre Margherita si erge con coraggio accanto alla Fondatrice. Non risparmia viaggi e scritti, raggiungendo Vescovi e personalità influenti sino alla decisione di scrivere a Benedetto XV dal quale giungerà la soluzione positiva.
Scriverà più tardi (6.8.1932): “Io l’amo tanto questa Congregazione, e credo che il Divin Cuore non la vorrà disfare, perché porta il suo nome, e l’ha sempre protetta e difesa e sempre la proteggerà”.
Nel 1924 viene eletta Superiora Generale, succedendo così a Madre Ignazia anche nella responsabilità di tutto l’Istituto, che guiderà con amorevolezza e saggia determinazione sino alla sua morte. Per disposizione del Vescovo continuerà la sua attività di direzione al Bolognini, ma intanto provvederà alla preparazione di altre consorelle facendo conseguire loro diplomi adeguati.
Il 27 febbraio 1935, a soli sei mesi di distanza da Madre Ignazia, fa ritorno anche lei alla casa del Padre. Viene sepolta a Seriate accanto alla Fondatrice dopo esequie partecipatissime come attestato da L’Eco di Bergamo del 4 marzo che ricorderà la sua “nobile figura…ricca d’ogni dote nell’umiltà”. E lo stesso giorno, da Agrigento, l’Arcivescovo mons. Peruzzo, già ausiliare di Mantova, la elogerà come “un’anima santa, una religiosa fervente ed una Superiora secondo il cuore di Dio”.
Insieme con quella di Madre Ignazia, la sua tomba diventerà meta di preghiere, e di richieste di esaudimenti di grazie di guarigioni e favori spirituali.

Bibliografia
Manca a tutt’oggi una biografia di M. Margherita Lussana redatta con criteri scientifici. Esiste invece un’ampia pubblicistica costituita da particolari contributi, taluni dei quali ampi e pregevolissimi, che qui sarebbe eccessivo elencare.
Tuttavia per una articolata e sufficiente narrazione della vita e dell’opera della Serva di Dio si veda MONTONATI ANGELO, Dove Tu mi vuoi…Madre Margherita Lussana cofondatrice delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù, Alba - Edizioni San Paolo - Collana “Fondatori e riformatori” pp. 201.

3 aprile 2012


allegato
Profilo delle Serve di Dio Isacchi e Lussana


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